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Via della povertà (versione LIVE eseguita a Viareggio nei primi anni "80) - altra versione a fondo pagina
Il Salone di bellezza in fondo al vicolo è affollatissimo di marinai prova a chiedere a uno che ore sono
e ti risponderà "non l'ho saputo mai". Le cartoline dell'impiccagione sono in vendita a cento lire l'una il commissario cieco dietro la stazione
per un indizio ti legge la sfortuna e le forze dell'ordine irrequiete cercano qualcosa che non va mentre io e la mia signora ci affacciamo stasera su via della Povertà.
Signorile sembra così facile ogni volta che sorride ti cattura ricorda proprio Bette Davis
con le mani appoggiate alla cintura. Arriva Lombardi trafelato e le grida "la sinistra sei tu!"
ma qualcuno gli dice di andar via perché ormai non esiste piu' e l'unico suono che rimane quando l'ambulanza se ne va è Signorile che spazza la strada in via della Povertà.
Mentre l'alba sta uccidendo la luna e le stelle si son quasi nascoste la signora che legge la fortuna se n'è andata in compagnia dell'oste.
Ad eccezione di Abele e di Caino tutti quanti sono andati a far l'amore aspettando che venga la pioggia ad annacquare la gioia ed il dolore e il Cardinal Marcinkus
sta affilando la sua pietà se ne andrà a far la questua stasera in via della Povertà.
Al Quirinale sono disperati Sandro Pertini è diventato vecchio e Andreatta piange sconcertato
vedendo Craxi che ride nello specchio. Sofia è dietro la finestra tutti quanti le hanno detto che è bella non ha ancora 53 anni e mai nessuno l'ha chiamata zitella la sua fuga sarà molto romantica trasformandosi in oro se ne andrà si è stufata di andare avanti e indietro in via della Povertà.
Mongolfini travestito da pallone ha nascosto i suoi appunti in un baule è passato di qui un'ora fa
diretto verso l'ultima Thule, sembrava così timido e impaurito quando ha chiesto di fermarsi un po' qui ma poi ha cominciato a fumare e a recitare l'A B C ed a vederlo tu non lo diresti mai
ma era famoso qualche tempo fa per suonare il violino elettrico in via della Povertà.
Ci si prepara per la grande festa c'è qualcuno che comincia ad aver sete Woityla ha gettato la ghiara si è travestito in abiti da prete sta ingozzando a viva forza Berlinguer per punirlo della sua frugalità
lo ucciderà parlandogli d'amore dopo averlo avvelenato di pietà e mentre Woityla grida 4 suore si son spogliate già Berlinguer sta per essere violentato in via della Povertà.
E bravo Carboni mattacchione il paese sta affondando nella merda e gli Anarchici tutti annegati e il capitano grida "ce ne stanno ancora",
e Agnelli e Indro Montagnelli fanno a pugni nella torre di comando i suonatori di calipso ridono di loro
mentre il cielo si sta allontanando e affacciati alle loro finestre nel mare tutti pescano garofani e lillà
e nessuno deve più preoccuparsi di via della Povertà.
Il tuo articolo l'ho letto proprio ieri ci hai messo dentro tutto quel che sai
ma non essere ridicolo non chiedermi "come stai", questa gente di cui mi vai parlando
è quasi gente come tutti noi non mi sembra che siano mostri e né tanto meno eroi
e non mandarmi altre bozze da correggere nessuno ti risponderà se non provi a spedirmi i tuoi articoli
da via della Povertà.
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Via della povertà (testo originale)
Il Salone di bellezza in fondo al vicolo è affollatissimo di marinai prova a chiedere a uno che ore sono e ti risponderà "non l'ho saputo mai".
Le cartoline dell'impiccagione sono in vendita a cento lire l'una il commissario cieco dietro la stazione per un indizio ti legge la sfortuna
e le forze dell'ordine irrequiete cercano qualcosa che non va mentre io e la mia signora ci affacciamo stasera su via della Povertà.
Cenerentola sembra così facile
ogni volta che sorride ti cattura ricorda proprio Bette Davis con le mani appoggiate alla cintura. Arriva Romeo trafelato e le grida "il mio amore sei tu"
ma qualcuno gli dice di andar via e di non riprovarci più e l'unico suono che rimane quando l'ambulanza se ne va è Cenerentola che spazza la strada
in via della Povertà.
Mentre l'alba sta uccidendo la luna e le stelle si son quasi nascoste la signora che legge la fortuna
se n'è andata in compagnia dell'oste. Ad eccezione di Abele e di Caino tutti quanti sono andati a far l'amore aspettando che venga la pioggia
ad annacquare la gioia ed il dolore e il Buon Samaritano sta affilando la sua pietà se ne andrà al Carnevale stasera in via della Povertà.
I tre Re Magi sono disperati Gesù Bambino è diventato vecchio e Mister Hyde piange sconcertato vedendo Jeckyll che ride nello specchio. Ofelia è dietro la finestra
mai nessuno le ha detto che è bella a soli ventidue anni è già una vecchia zitella la sua morte sarà molto romantica trasformandosi in oro se ne andrà
per adesso cammina avanti e indietro in via della Povertà.
Einstein travestito da ubriacone ha nascosto i suoi appunti in un baule è passato di qui un'ora fa
diretto verso l'ultima Thule, sembrava così timido e impaurito quando ha chiesto di fermarsi un po' qui ma poi ha cominciato a fumare e a recitare l'A B C
ed a vederlo tu non lo diresti mai ma era famoso qualche tempo fa per suonare il violino elettrico in via della Povertà.
Ci si prepara per la grande festa
c'è qualcuno che comincia ad aver sete il fantasma dell'opera si è vestito in abiti da prete sta ingozzando a viva forza Casanova per punirlo della sua sensualità
lo ucciderà parlandogli d'amore dopo averlo avvelenato di pietà e mentre il fantasma grida tre ragazze si son spogliate già Casanova sta per essere violentato
in via della Povertà.
E bravo Nettuno mattacchione il Titanic sta affondando nell'aurora nelle scialuppe i posti letto sono tutti occupati
e il capitano grida "ce ne stanno ancora", e Ezra Pound e Thomas Eliot fanno a pugni nella torre di comando i suonatori di calipso ridono di loro
mentre il cielo si sta allontanando e affacciati alle loro finestre nel mare tutti pescano mimose e lillà e nessuno deve più preoccuparsi di via della Povertà.
A mezzanotte in punto i poliziotti fanno il loro solito lavoro metton le manette intorno ai polsi a quelli che ne sanno più di loro, i prigionieri vengon trascinati
su un calvario improvvisato lì vicino e il caporale Adolfo li ha avvisati che passeranno tutti dal camino e il vento ride forte e nessuno riuscirà a ingannare il suo destino
in via della Povertà.
La tua lettera l'ho avuta proprio ieri mi racconti tutto quel che fai ma non essere ridicola non chiedermi "come stai",
questa gente di cui mi vai parlando è gente come tutti noi non mi sembra che siano mostri non mi sembra che siano eroi e non mandarmi ancora tue notizie
nessuno ti risponderà se insisti a spedirmi le tue lettere da via della Povertà.
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Le passanti (testo originale)
Io dedico questa canzone ad ogni donna pensata come amore in un attimo di libertà a quella conosciuta appena non c'era tempo e valeva la pena di perderci un secolo in più.
A quella quasi da immaginare tanto di fretta l'hai vista passare dal balcone a un segreto più in là e ti piace ricordarne il sorriso
che non ti ha fatto e che tu le hai deciso in un vuoto di felicità.
Alla compagna di viaggio i suoi occhi il più bel paesaggio fan sembrare più corto il cammino
e magari sei l'unico a capirla e la fai scendere senza seguirla senza averle sfiorato la mano.
A quelle che sono già prese e che vivendo delle ore deluse
con un uomo ormai troppo cambiato ti hanno lasciato, inutile pazzia, vedere il fondo della malinconia di un avvenire disperato.
Immagini care per qualche istante
sarete presto una folla distante scavalcate da un ricordo più vicino per poco che la felicità ritorni è molto raro che ci si ricordi degli episodi del cammino.
Ma se la vita smette di aiutarti è più difficile dimenticarti di quelle felicità intraviste dei baci che non si è osato dare delle occasioni lasciate ad aspettare
degli occhi mai più rivisti.
Allora nei momenti di solitudine quando il rimpianto diventa abitudine, una maniera di viversi insieme, si piangono le labbra assenti
di tutte le belle passanti che non siamo riusciti a trattenere.
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Fila la lana
Nella guerra di Valois il Signor di Vly è morto, se sia stato un prode eroe non si sa, non è ancor certo.
Ma la dama abbandonata lamentando la sua morte per mill'anni e forse ancora piangerà la triste sorte.
Fila la lana, fila i tuoi giorni lluditi ancora che lui ritorni,
libro di dolci sogni d'amore apri le pagine al suo dolore.
Son tornati a cento e a mille i guerrieri di Valois, son tornati alle famiglie, ai palazzi alle città.
Ma la dama abbandonata
non ritroverà il suo amore e il gran ceppo nel camino non varrà a scaldarle il cuore.
Fila la lana, fila i tuoi giorni illuditi ancora che lui ritorni, libro di dolci sogni d'amore
apri le pagine al suo dolore.
Cavalieri che in battaglia ignorate la paura stretta sia la vostra maglia, ben temprata l'armatura.
Al nemico che vi assalta siate presti a dar risposta
perché dietro a quelle mura vi s'attende senza sosta.
Fila la lana, fila i tuoi giorni illuditi ancora che lui ritorni, libro di dolci sogni d'amore chiudi le pagine sul suo dolore.
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SUZANNE (testo originale)
Nel suo posto in riva al fiume Suzanne ti ha voluto accanto e ora ascolti andar le barche ora vuoi dormirle accanto si lo sai che lei è pazza ma per questo sei con lei
e ti offre il the e le arance che ha portato dalla Cina
e proprio mentre stai per dirle che non hai niente da offrirle lei è già sulla tua onda
e fa il fiume ti risponda che da sempre siete amanti.
E tu vuoi viaggiarle insieme vuoi viaggiarle insieme ciecamente perchè sai che le hai toccato il corpo
il suo corpo perfetto con la mente.
E Gesù fu marinaio finchè camminò sull'acqua e restò per molto tempo a guardare solitario dalla sua torre di legno
e poi quando fu sicuro che soltanto agli annegati fosse dato di vederlo disse: Siate marinai finchè il mare vi libererà.
E lui stesso fu spezzato
ma più umano abbandonato nella nostra mente lui non naufragò.
E tu vuoi viaggiarle insieme vuoi viaggiarle insieme ciecamente forse avrai fiducia in lui
perchè ti ha toccato il corpo con la mente.
E Suzanne ti da la mano, ti accompagna lungo il fiume, porta addosso stracci e piume presi in qualche dormitorio
il sole scende come miele su di lei donna del porto e ti indica i colori tra la spazzatura e i fiori scopri eroi tra le alghe marce e bambini nel mattino
che si sporgono all'amore e si sporgeranno sempre e Suzanne regge lo specchio.
E tu vuoi viaggiarle insieme vuoi viaggiarle insieme ciecamente
perchè sai che ti ha toccato il corpo il suo corpo perfetto con la mente.
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Ballata dell'amore cieco
Un uomo onesto, un uomo probo, tralalalalla tralallaleru s'innamorò perdutamente
d'una che non lo amava niente.
Gli disse portami domani, tralalalalla tralallaleru gli disse portami domani il cuore di tua madre per i miei cani.
Lui dalla madre andò e l'uccise,
tralalalalla tralallaleru dal petto il cuore le strappò e dal suo amore ritornò.
Non era il cuore, non era il cuore, tralalalalla tralallaleru non le bastava quell'orrore,
voleva un'altra prova del suo cieco amore.
Gli disse amor se mi vuoi bene, tralalalalla tralallaleru gli disse amor se mi vuoi bene, tagliati dei polsi le quattro vene.
Le vene ai polsi lui si tagliò, tralalalalla tralallaleru e come il sangue ne sgorgò correndo come un matto da lei tornò.
Fuori soffiava dolce il vento tralalalalla tralallaleru
ma lei fu presa da sgomento quando lo vide morir contento.
Morir contento e innamorato quando a lei nulla era restato non il suo amore non il suo bene ma solo il sangue secco delle sue vene.
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MORIRE PER DELLE IDEE (testo originale)
Morire per delle idee, l'idea è affascinante per poco io morivo senza averla mai avuta, perchè chi ce l'aveva, una folla di gente,
gridando "viva la morte" proprio addosso mi è caduta.
Mi avevano convinto e la mia musa insolente abiurando i suoi errori, aderì alla loro fede
dicendomi peraltro in separata sede moriamo per delle idee, va bè, ma di morte lenta, va bè ma di morte lenta.
Approfittando di non essere fragilissimi di cuore
andiamo all'altro mondo bighellonando un poco perchè forzando il passo succede che si muore per delle idee che non han più corso il giorno dopo.
Ora se c'è una cosa amara, desolante è quella di capire all'ultimo momento che l'idea giusta era un'altra, un altro movimento moriamo per delle idee, va bè, ma di morte lenta
ma di morte lenta.
Gli apostoli di turno che apprezzano il martirio lo predicano spesso per novant'anni almeno.
Morire per delle idee sarà il caso di dirlo
è il loro scopo di vivere, non sanno farne a meno.
E sotto ogni bandiera li vediamo superare il buon matusalemme nella longevità per conto mio si dicono in tutta intimità
moriamo per delle idee, va bè, ma di morte lenta, va bè, ma di morte lenta.
A chi va poi cercando verità meno fittizie ogni tipo di setta offre moventi originali
e la scelta è imbarazzante per le vittime novizie morire per delle idee è molto bello ma per quali.
E il vecchio che si porta già i fiori sulla tomba
vedendole venire dietro il grande stendardo pensa "speriamo bene che arrivino in ritardo" moriamo per delle idee, va bè, ma di morte lenta, va bè, ma di morte lenta
E voi gli sputafuoco, e voi i nuovi santi crepate pure per primi noi vi cediamo il passo però per gentilezza lasciate vivere gli altri la vita è grosso modo il loro unico lusso
tanto più che la carogna è già abbastanza attenta non c'è nessun bisogno di reggerle la falce basta con le garrote in nome della pace moriamo per delle idee, va bè, ma di morte lenta,
ma di morte lenta.
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Canzone dell'amore perduto
Ricordi sbocciavan le viole con le nostre parole
"Non ci lasceremo mai, mai e poi mai",
vorrei dirti ora le stesse cose ma come fan presto, amore, ad appassire le rose così per noi
l'amore che strappa i capelli è perduto ormai,
non resta che qualche svogliata carezza e un po' di tenerezza.
E quando ti troverai in mano quei fiori appassiti al sole di un aprile ormai lontano, li rimpiangerai
ma sarà la prima che incontri per strada che tu coprirai d'oro per un bacio mai dato, per un amore nuovo.
E sarà la prima che incontri per strada che tu coprirai d'oro per un bacio mai dato,
per un amore nuovo.
La città vecchia
Nei quartieri dove il sole del buon Dio non dà i suoi raggi
ha già troppi impegni per scaldar la gente d'altri paraggi, una bimba canta la canzone antica della donnaccia quello che ancor non sai tu lo imparerai solo qui tra le mie braccia.
E se alla sua età le difetterà la competenza presto affinerà le capacità con l'esperienza dove sono andati i tempi di una volta per Giunone quando ci voleva per fare il mestiere anche un po' di vocazione.
Una gamba qua, una gamba là, gonfi di vino quattro pensionati mezzo avvelenati al tavolino li troverai là, col tempo che fa, estate e inverno a stratracannare a stramaledire le donne, il tempo ed il governo.
Loro cercan là, la felicità dentro a un bicchiere per dimenticare d'esser stati presi per il sedere ci sarà allegria anche in agonia col vino forte
porteran sul viso l'ombra di un sorriso tra le braccia della morte.
Vecchio professore cosa vai cercando in quel portone forse quella che sola ti può dare una lezione
quella che di giorno chiami con disprezzo pubblica moglie quella che di notte stabilisce il prezzo alle tue voglie.
(altra versione:
quella che di giorno chiami con disprezzo specie di troia quella che di notte stabilisce il prezzo alla tua gioia.)
Tu la cercherai, tu la invocherai più di una notte
ti alzerai disfatto rimandando tutto al ventisette quando incasserai delapiderai mezza pensione diecimila lire per sentirti dire "micio bello e bamboccione".
Se ti inoltrerai lungo le calate dei vecchi moli In quell'aria spessa carica di sale, gonfia di odori lì ci troverai i ladri gli assassini e il tipo strano
quello che ha venduto per tremila lire sua madre a un nano.
Se tu penserai, se giudicherai da buon borghese li condannerai a cinquemila anni più le spese ma se capirai, se li cercherai fino in fondo
se non sono gigli son pur sempre figli vittime di questo mondo.
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GIOVANNA D'ARCO (testo originale)
Attraverso il buio Giovanna d'Arco precedeva le fiamme cavalcando nessuna luna per la corazza ed il manto nessun uomo nella sua fumosa notte al suo fianco.
Sono stanca della guerra ormai al lavoro di un tempo tornerei a un vestito da sposa o qualcosa di bianco per nascondere questa mia vocazione al trionfo ed al pianto.
lalala lalala lalalalalala lalala lalala lalalalalala
Son parole le tue che volevo ascoltare ti ho spiata ogni giorno cavalcare e a sentirti così ora so cosa voglio
vincere un'eroina così fredda, abbracciarne l'orgoglio.
E chi sei tu lei disse divertendosi al gioco, chi sei tu che mi parli così senza riguardo, veramente stai parlando col fuoco
e amo la tua solitudine, amo il tuo sguardo.
lalala lalala lalalalalala
E se tu sei il fuoco raffreddati un poco, le tue mani ora avranno da tenere qualcosa, e tacendo gli si arrampicò dentro
ad offrirgli il suo modo migliore di essere sposa.
E nel profondo del suo cuore rovente lui prese ad avvolgere Giovanna d'Arco e là in alto e davanti alla gente
lui appese le ceneri inutili del suo abito bianco.
lalala lalala lalalalalala
E fu dal profondo del suo cuore rovente che lui prese Giovanna e la colpì nel segno e lei capì chiaramente
che se lui era il fuoco lei doveva essere il legno.
Ho visto la smorfia del suo dolore, ho visto la gloria nel suo sguardo raggiante anche io vorrei luce ed amore
ma se arriva deve essere sempre così crudele e accecante.
lalalalalala
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DELITTO DI PAESE (testo originale)
Non tutti nella capitale sbocciano i fiori del male, qualche assassinio senza pretese lo abbiamo anche noi in paese.
Qualche assassinio senza pretese
lo abbiamo anche noi qui in paese.
Aveva il capo tutto bianco ma il cuore non ancor stanco gli ritornò a battere in fretta per una giovinetta.
Gli ritornò a battere in fretta per una giovinetta.
Ma la sua voglia troppo viva subito gli esauriva, in quattro baci e una carezza l'ultima giovinezza.
In quattro baci e una carezza l'ultima giovinezza.
Quando la mano lei gli tese triste lui le rispose, d'essere povero in bolletta lei si rivestì in fretta.
D'essere povero in bolletta lei si rivestì in fretta.
E andò a cercare il suo compagno partecipe del guadagno e ritornò col protettore dal vecchio truffatore.
E ritornò col protettore dal vecchio truffatore.
Mentre lui fermo lo teneva sei volte lo accoltellava dicon che quando lui spirò la lingua lei gli mostrò.
Dicon che quando lui spirò la lingua lei gli mostrò.
Misero tutto sotto sopra senza trovare un soldo ma solo un mucchio di cambiali e di atti giudiziari.
Ma solo un mucchio di cambiali e di atti giudiziari.
Allora presi dallo sconforto e dal rimpianto del morto, si inginocchiaron sul poveruomo chiedendogli perdono.
Si inginocchiaron sul poveruomo chiedendogli perdono.
Quando i gendarmi sono entrati piangenti li han trovati fu qualche lacrima sul viso a dargli il paradiso.
Fu qualche lacrima sul viso a dargli il paradiso.
E quando furono impiccati volarono fra i beati qualche beghino di questo fatto fu poco soddisfatto.
Qualche beghino di questo fatto fu poco soddisfatto. Non tutti nella capitale sbocciano i fiori del male, qualche assassinio senza pretese lo abbiamo anche noi in paese.
Qualche assassinio senza pretese lo abbiamo anche noi qui in paese.
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VALZER PER UN AMORE
Quando carica d'anni e di castità tra i ricordi e le illusioni del bel tempo che non ritornerà, troverai le mie canzoni,
nel sentirle ti meraviglierai che qualcuno abbia lodato
le bellezze che allor più non avrai e che avesti nel tempo passato
ma non ti servirà il ricordo, non ti servirà
che per piangere il tuo rifiuto del mio amore che non tornerà.
Ma non ti servirà più a niente, non ti servirà che per piangere sui tuoi occhi che nessuno più canterà.
Ma non ti servirà più a niente, non ti servirà che per piangere sui tuoi occhi che nessuno più canterà.
Vola il tempo lo sai che vola e va, forse non ce ne accorgiamo
ma più ancora del tempo che non ha età, siamo noi che ce ne andiamo
e per questo ti dico amore, amor io t'attenderò ogni sera, ma tu vieni non aspettare ancor, vieni adesso finché è primavera.
Via della povertà: uno dei parteciapnti alla mailing list, Gianpi, mi ha permesso di recuperare il testo di una versione live della canzone con i nomi dei
politici dell'epoca al posto dei personaggi inventati:
Il salone di bellezza in fondo al vicolo è affollatissimo di marinai prova a chiedere a uno che ore sono e ti risponderà "non l'ho saputo mai".
Le cartoline dell'impiccagione sono in vendita a cento lire l'una il commissario cieco dietro la stazione per un indizio ti legge la sfortuna e le forze dell'ordine irrequiete cercano qualcosa che non va
mentre io e la mia signora ci affacciamo stasera su via della Povertà. Almirante sembra così facile ogni volta che sorride ti cattura ricorda proprio Bette Davis con le mani appoggiate alla cintura.
Arriva Fra John trafelato e gli grida "il mio amore sei tu" ma qualcuno gli dice di andar via e di non riprovarci più e l'unico suono che rimane quando l'ambulanza se ne va
è Almirante che spazza via il sangue in Via della Povertà. Mentre l'alba sta ............ .........in Via della Povertà.
Covelli travestito da ubriacone ha nascosto i suoi appunti in un baule è passato di qui un'ora fa diretto verso l'ultima Thule, sembrava così timido e impaurito quando ha chiesto di fermarsi un po' qui
ma poi ha cominciato a fumare e a recitare l'A B C ed a vederlo tu non lo diresti mai ma era famoso qualche tempo fa per suonare il violino elettronico alla corte di Sua Maestà. Ci si prepara per il
15 di giugno * c'è qualcuno che continua ad aver sete Paolo VI ha gettato via la tiara si è camuffato in abiti da prete, sta ingozzando a viva forza Berlinguer per punirlo della sua frugalità
lo ucciderà parlandogli d'amore dopo averlo avvelenato di pietà e mentre Paolo grida quattro suore si son spogliate già Berlinguer sta per essere violentato in Via della Povertà.
E bravo Leone mattacchione il paese sta affondando nella merda nelle scialuppe i posti letto sono tutti occupati e gli anarchici tutti annegati, e Agnelli e Indro Montanelli fanno a pugni nella torre di comando
i suonatori di calipso ridono di loro mentre il cielo si sta allontanando e affacciati alle loro finestre nel mare tutti han pescato voti qua e là e nessuno deve più preoccuparsi di Via della Povertà.
A mezzanotte in punto i poliziotti fanno il loro solito lavoro metton le manette intorno ai polsi a quelli che ne sanno più di loro, i prigionieri vengon trascinati su un calvario improvvisato li vicino
e il caporale Adolfo li ha avvisati che passeranno dal solito camino e il vento da solo ride e nessuno riuscirà a ingannare il suo fottuto destino in Via della Povertà.
La tua lettera..........da via della Povertà. -------- Ho saltato con i punti le strofe perfettamente uguali alla versione del disco. * Il 15 di giugno di quell'anno ci sono state (specifico per
i giovani) importanti elezioni politiche e Leone era il presidente della repubblica in carica a quel tempo.
(Gianpi)
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