Fabrizio De Andrè 76
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testi

1976 Fabrizio De Andrè (il pescatore)
       1976 Ricordi ORL 8064 label e costa Produttori Associati - Distrib. Ricordi
       1975 Produttori associati PROD. ASS. ORK 78064 Stereosette
       1976 Ricordi Orizzonte ORL 8064, Label Ricordi e costa Ricordi
       1976 Ricordi Orizzonte CDOR8064
       1976 BMG-Ricordi CDMRL 6488
       2002 BMG-Ricordi 74321974222 24 bit remastering
       

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Cover Produttori Associati
Grazie a Fabio Bianchi - click per ingrandire)

Cover Produttori Associati
Grazie a Fabio Bianchi - click per ingrandire)

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copertine grazie a Lucio

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1 – Il pescatore (Testo e Musica di Fabrizio De André)..................... 2'20"
2 - Bocca di rosa (Testo e Musica di Fabrizio De André)..................... 3'08"
3 - Le passanti [Les Passantes](1)(Testo italiano Fabrizio De André - Testo e Musica di Georges Brassens) . 3'52"
4 - La canzone dell'amore perduto(2)(Testo e Musica di Fabrizio De André).... 3'22"
5 - La cattiva strada (Testo e Musica di Fabrizio De André e Francesco De Gregori). . 4'36"
6 - Un giudice (Testo di Fabrizio De André e Giuseppe Bentivoglio - Musica di Fabrizio De André e Nicola Piovani) . 2'57"
7 - Il testamento (Testo e Musica di Fabrizio De André)..................... 3'47"
8 - Verranno a chiederti del nostro amore (Testo di Fabrizio De André e Giuseppe Bentivoglio - Musica di Fabrizio De André e Nicola Piovani)            4'22"

E' l'unico CD in cui si possa sentire la versione originale de "Il pescatore", oltre che nelle "Opere complete" (in seguito troverete solo la versione arrangiata con la PFM)

1)   Tratta da una poesia di Antoine Paul
(2)   Musica tratta da "Concerto in Re maggiore per tromba, archi e continuo" – Adagio - di Georg Philipp Telemann 

1 - Dal 45 giri LATO A: Il pescatore LATO B: Marcia nuziale - 1970
2 - Dall'album VOLUME I - 1967
3 e 4 - Dall'album CANZONI - 1974
5 - Dall'album VOLUME VIII - 1975
6 - Dall'album NON AL DENARO NON ALL'AMORE NÉ AL CIELO - 1971
7 - Dall'album VOLUME III - 1969
8 - Dall'album STORIA DI UN IMPIEGATO - 1973

Nel panorama della musica leggera italiana, De André è l'unico cantante verso il quale il rispetto nasce naturale anche da quelle frange che vedono nel pop le loro uniche possibilità espressive.

Chi segue De André da una decina d'anni, può solo dire che è l'interprete più fedele di un modo pulito e fresco di fare musica. Non per questo portando bende sugli occhi o mistificando la realtà, tutt'altro, se è vero che di De André anche i critici sottolineano il graffio dell'ironia, pur inferto col sorriso sulle labbra, e la condanna del compromesso eletto a sistema nella vita e nei rapporti interpersonali. Magari cantando l'amore, il cantautore genovese stigmatizza la brutalità delle leggi che regolano la società moderna, attraverso codici magari non scritti ma ugualmente validi nella vita di ogni giorno.

Fabrizio De André, è uno dei pochi, pochissimi autori e cantanti di rilievo espressi dall'avaro mondo della musica leggera italiana degli ultimi anni. Una canzone "controcorrente", una canzone "per adulti o per diventare adulti", una canzone "alla rovescia", nel senso che vi si esprimono le convinzioni più intime, le esortazioni per niente retoriche (qualcuno ha detto, esagerando un po' "l'ideologia") di "uno" che malgrado le apparenze, crede nell'uomo e nel suo futuro.

Come alti poeti (ieri Villon, oggi, Dylan e Brassens di cui è stato eccellente traduttore) De André ha esplorato tutte le pieghe della vita, anche le più scabrose; come tanti poeti, il cantante-autore genovese si è scagliato e si scaglia contro l'ipocrisia, contro la malafede, contro l'odio fatto sistema di vita, contro la pigrizia di chi non vuol vedere oltre la punta del proprio naso.

Il merito di De André, al pari di ogni artista vero, è proprio questo: farci cogliere le sgradevoli verità della vita che non abbiamo la forza ed il coraggio di affrontare da soli. In questo senso abbiamo parlato di "canzoni da leggere alla rovescia"; in questo senso si può dire che ogni album del cantante è il capitolo di una realtà sconcertante, la nostra, dove rigo per rigo, ciascuno di noi può ritrovare parte di se stesso.

La voce di De André è libera, amara ed ironica, una voce che non esita a descrivere il mondo così com'è, sconvolto da grandi tragedie e piccoli drammi quotidiani che i versi delle canzoni cercano di alleviare con umorismo a volte beffardo. Il rischio di De André è insomma quello di avere troppo successo proprio per aver evitato a lungo il successo.