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Nel panorama della musica leggera italiana, De André è l'unico cantante verso il quale il rispetto nasce naturale anche da quelle frange che vedono nel pop le loro uniche possibilità espressive.
Chi segue De André
da una decina d'anni, può solo dire che è l'interprete più fedele di un modo pulito e fresco di fare musica. Non per questo portando bende sugli occhi o mistificando la realtà , tutt'altro, se è vero che di De
André anche i critici sottolineano il graffio dell'ironia, pur inferto col sorriso sulle labbra, e la condanna del compromesso eletto a sistema nella vita e nei rapporti interpersonali. Magari cantando l'amore, il
cantautore genovese stigmatizza la brutalità delle leggi che regolano la società moderna, attraverso codici magari non scritti ma ugualmente validi nella vita di ogni giorno.
Fabrizio De André, è uno dei pochi,
pochissimi autori e cantanti di rilievo espressi dall'avaro mondo della musica leggera italiana degli ultimi anni. Una canzone "controcorrente", una canzone "per adulti o per diventare adulti", una
canzone "alla rovescia", nel senso che vi si esprimono le convinzioni più intime, le esortazioni per niente retoriche (qualcuno ha detto, esagerando un po' "l'ideologia") di "uno" che
malgrado le apparenze, crede nell'uomo e nel suo futuro.
Come alti poeti (ieri Villon, oggi, Dylan e Brassens di cui è stato eccellente traduttore) De André ha esplorato tutte le pieghe della vita, anche le più
scabrose; come tanti poeti, il cantante-autore genovese si è scagliato e si scaglia contro l'ipocrisia, contro la malafede, contro l'odio fatto sistema di vita, contro la pigrizia di chi non vuol vedere oltre la punta
del proprio naso.
Il merito di De André, al pari di ogni artista vero, è proprio questo: farci cogliere le sgradevoli verità della vita che non abbiamo la forza ed il coraggio di affrontare da soli. In questo senso
abbiamo parlato di "canzoni da leggere alla rovescia"; in questo senso si può dire che ogni album del cantante è il capitolo di una realtà sconcertante, la nostra, dove rigo per rigo, ciascuno di noi può ritrovare
parte di se stesso.
La voce di De André è libera, amara ed ironica, una voce che non esita a descrivere il mondo così com'è, sconvolto da grandi tragedie e piccoli drammi quotidiani che i versi delle canzoni
cercano di alleviare con umorismo a volte beffardo. Il rischio di De André è insomma quello di avere troppo successo proprio per aver evitato a lungo il successo.
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