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Via della povertà svelata
From: "Riccardo Venturi" <venturi@email.is> Newsgroups: it.fan.musica.de-andre Sent: Sunday, December 23, 2001 2:18 PM Subject: Una versione poco nota di "Via della Poverta' "
Alla fine del 1974, in preparazione della sua primissima tournée di concerti (che lo avrebbe poi visto esordire alla "Bussola" di Viareggio"), Fabrizio de Andre' si diverti', ad
Asti, a cantare questa versione di "Via della Poverta' " sostituendo ai personaggi della canzone i nomi di politici italiani e altri personaggi di allora. Oltre a questo, vi sono anche
delle variazioni testuali non di poco conto, e alquanto "dure". Le diverse "rielaborazioni" di "Via della Poverta' " apparse anche sul NG e sulla mailing
list hanno quindi una sorta di "precedente storico" elaborato direttamente da Fabrizio. Riprendo il testo dal sito di Luigi Galati, integrandolo con alcune note piu' o meno ovvie e
ad uso piu' che altro di chi ha meno di una certa eta'.
http://fabriziodeandre.supereva.it/ ___________________________________________________
VIA DELLA POVERTA'
(Versione "Prove astigiane 1974") NB: Le strofe il cui verso iniziale e seguito da tre puntini sono identiche a quelle della versione "ufficiale".
Il salone di bellezza in fondo al vicolo
e' affollatissimo di marinai prova a chiedere a uno che ore sono e ti rispondera' "non l'ho saputo mai". Le cartoline dell'impiccagione sono in vendita a cento lire l'una
il commissario cieco dietro la stazione per un indizio ti legge la sfortuna e le forze dell'ordine irrequiete cercano qualcosa che non va mentre io e la mia signora ci affacciamo stasera
su via della Poverta'.
Almirante [1] sembra cosi' facile ogni volta che sorride ti cattura ricorda proprio Bette Davis con le mani appoggiate alla cintura. Arriva Fra' John trafelato
e gli grida "il mio amore sei tu" ma qualcuno gli dice di andar via e di non riprovarci piu' e l'unico suono che rimane quando l'ambulanza se ne va
e' Almirante che spazza via il sangue in Via della Poverta'.
Mentre l'alba sta uccidendo la luna...
I Tre Re Magi sono disperati...
Covelli [2] travestito da ubriacone
ha nascosto i suoi appunti in un baule e' passato di qui un'ora fa diretto verso l'ultima Thule, sembrava cosi' timido e impaurito quando ha chiesto di fermarsi un po' qui
ma poi ha cominciato a fumare e a recitare l'A B C. Ed a vederlo tu non lo diresti mai ma era famoso qualche tempo fa per suonare il violino elettronico alla corte di Sua Maesta'.
Ci si prepara per il 15 di giugno [3], c'e' qualcuno che continua ad aver sete Paolo VI [4] ha gettato via la tiara si è camuffato in abiti da prete, sta ingozzando a viva forza Berlinguer[5]
per punirlo della sua frugalita' lo uccidera' parlandogli d'amore dopo averlo avvelenato di pieta' e mentre Paolo grida quattro suore si son spogliate gia'
Berlinguer sta per essere violentato in Via della Poverta'.
E bravo Leone [6] mattacchione, il paese sta affondando nella merda nelle scialuppe i posti letto sono tutti occupati
e gli anarchici tutti annegati, e Agnelli [7] e Indro Montanelli [8] fanno a pugni nella torre di comando i suonatori di calipso ridono di loro mentre il cielo si sta allontanando
e affacciati alle loro finestre nel mare tutti han pescato voti qua e la' e nessuno deve più preoccuparsi di Via della Poverta'.
A mezzanotte in punto i poliziotti fanno il loro solito lavoro
metton le manette intorno ai polsi a quelli che ne sanno più di loro, i prigionieri vengon trascinati su un calvario improvvisato li vicino e il caporale Adolfo li ha avvisati
che passeranno dal solito camino e il vento da solo ride e nessuno riuscira' a ingannare il suo fottuto destino in Via della Poverta'.
La tua lettera l'ho avuta proprio ieri...
_____________________________________________ [1] Giorgio Almirante (Salsomaggiore /PR/ 1914 - Roma 1988). Leader del MSI e suo segretario per lunghi anni. Ex repubblichino e vicedirettore della rivista "La difesa della
razza".
[2] Alfredo Covelli (Bonito /AV/ 1914 - Roma 1998). Esponente di primo piano del MSI, in cui rappresentava l'ala monarchica. Nel 1946 fondo' il PNM (Partito Nazionale
Monarchico); conflui' nel 1970 nel MSI-Destra Nazionale. Fece poi parte di Democrazia Nazionale, il partito nato nel 1977 da una scissione del MSI e scomparso poco tempo dopo.
Dal suo monarchismo il riferimento di De Andre' nell'ultimo verso della strofa.
[3] Il 15 giugno 1975 si svolsero le elezioni amministrative che videro uno storico "balzo
in avanti" del PCI (circa il 34% dei voti).
[4] Il papa, ovviamente.
[5] Accostamento di Berlinguer al Papa nel 1974, l'anno del referendum sul divorzio...
[6] Giovanni Leone, allora presidente della repubblica (eletto coi voti decisivi della destra). Avvocato napoletano e parlamentare, e' scomparso poco piu' di un mese fa in
tardissima eta'. Di lui si ricordano certi celebri gesti scaramantici e le sue dimissioni, nel 1978, in conseguenza dello scandalo Lockheed.
[7] Altro avvocato. Torinese, pero'.
[8] Ricordiamo che Indro Montanelli (scomparso il 18 luglio 2001) proprio nel 1974 aveva fondato "Il Giornale". -- * Riccardo Venturi* * Er muoz gelîchesame die leiter abewerfen
* So er an îr ûfgestigen ist * * _________________________________________ * Via Garibaldi 41, 57122 Livorno * 05 86 88 58 75 / 34 02 46 18 74 * venturi(*)email.is / venturi(*)despammed.com
* http://utenti.tripod.it/Guctrad/alamanno.html * http://utenti.tripod.it/Balladven/index.html
From: "Giuliano Bettella" <onlybox@hotmail.com> Save Address Block Sender Reply-To: fabrizio@onelist.com To: fabrizio@onelist.com Save Address
Subject: [fabrizio] gara di poeti Date: Tue, 07 Dec 1999 07:42:19 PST
Salve a tutti, sono un "lettore" (o lurker?) della lista, che eccezionalmente prende la parola, e poi
molto probabilmente ritornera' al silenzio. Tempo fa uno o piu' di voi aveva scritto che De Andre' spesso supera in poesia, con i
suoi rifacimenti, i testi originali a cui si era ispirato. Erano stati portati, a titolo di esempio, testi di Bob Dylan e di Lee Masters.
Non so se tutti sapete che anche il celebre e bellissimo testo "Citta' vecchia" e' frutto di una ispirazione.
Però non direi che anche in questa occasione l'"allievo" ha superato il maestro ... credo che al massimo Fabrizio ha pareggiato! :-)
Seguono i due testi:
Città vecchia
Spesso, per ritornare alla mia casa prendo un'oscura va di città vecchia. Giallo in qualche pozzanghera si specchia
un fanale, e affollata è la strada.
Qui tra la gente che viene che va dall'osteria alla casa o al lupanare, dove son merci ed uomini il detrito di un gran porto di mare,
io ritrovo, passando, l'infinito nell'umiltà . Qui prostituta e marinaio, il vecchio che bestemmia, la femmina che bega, il dragone che siede alla bottega del friggitore,
la tumultuante giovane impazzita d'amore, sono tutte creature della vita e del dolore; s'agita in esse, come in me, il Signore.
Qui degli umili sento in compagnia
il mio pensiero farsi più puro dove più turpe è la via.
e, per chi non ricordasse
LA CITTÀ VECCHIA
Nei quartieri dove il sole del buon Dio non dà i suoi raggi
ha già troppi impegni per scaldar la gente d'altri paraggi una bimba canta la canzone antica della donnaccia quel che ancor non sai tu lo imparerai solo qui fra le mie braccia
e se alla sua età le difetterà la competenza presto affinerà le capacità con l'esperienza dove sono andati i tempi d'una volta per Giunone
quando ci voleva per fare il mestiere anche un po' di vocazione?
Una gamba qua una gamba là gonfi di vino quattro pensionati mezzo avvelenati al tavolino
li troverai là col tempo che fa estate e inverno a stratracannare a stramaledir le donne il tempo ed il governo loro cercan là la felicità dentro a un bicchiere
per dimenticare d'esser stati presi per il sedere ci sarà allegria anche in agonia col vino forte porteran sul viso l'ombra d'un sorriso fra le braccia della morte.
Vecchio professore cosa vai cercando in quel portone forse quella che sola ti può dare una lezione quella che di giorno chiami con disprezzo "pubblica moglie"
quella che di notte stabilisce il prezzo alle tue voglie tu la cercherai tu la invocherai più d'una notte ti alzerai disfatto rimandando tutto al ventisette
quando incasserai dilapiderai mezza pensione diecimila lire per sentirti dire "Micio bello e bamboccione".
Se t'inoltrerai lungo le calate dei vecchi moli
in quell'aria spessa carica di sale gonfia di odori lì ci troverai i ladri gli assassini e il tipo strano quello che ha venduto per tremila lire sua madre a un nano
se tu penserai se giudicherai da buon borghese li condannerai a cinquemila anni più le spese ma se capirai se li cercherai fino in fondo
se non sono gigli son pur sempre figli vittime di questo mondo.
Anno di pubblicazione: 1965
***
A questo punto qualcuno si chiedera': ma chi e' il "maestro" a cui Fabrizio si e' ispirato? Si tratta del poeta triestino Umberto Saba, 1883-1957.
E la città vecchia di Genova, probabilmente, assomiglia a quella di Trieste (quella di Genova pero' non l'ho mai vista).
Bene, e con cio', sperando di aver fatto cosa gradita (dare spazio alla poesia in un gruppo di estimatori di De André dovrebbe essere Obbligatorio!), vi saluto
Giuliano
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Commenti a "La città vecchia" From: Marco Sopegno <MG5993@mclink.it> Save Address Block Sender Reply-To: fabrizio@onelist.com
To: fabrizio@onelist.com Save Address Subject: [fabrizio] vecchio professore e affini Date: Fri, 17 Dec 1999 19:10:55 +0100
Io non conosco un gran che di brassens, anche perché il francese lo mastico poco. Un amico (ah, gli amici!) ha spedito il testo di "le bistrot" di brassens e poi sono stato
aiutato a trovare un pezzettino di mp3. Tempo fa qui si parlo' delle accuse di furto (o perlomeno di appropriazione indebita) mosse specialmente da bubola contro de andré. Che abbia rubacchiato anche un
caposaldo come la città vecchia? E proprio a brassens, di cui ha tradotto (da par suo) molti brani, specie nella prima fase della sua carriera?
Dei punti in comune, tra le bistrot e la città vecchia, non mancano di sicuro: l'atmosfera generale di marciume incombente, una medesima umanità avvinazzata ed arrapata, il
lezzo del vinaccio da quattro soldi...
Parigi contro genova. Città vecchie entrambe.. Entrambe ricche di angoli marci e poveri, grandi intrugli di genti diverse.
Però... I due personaggi maschili sono nettamente diversi. Il gran porco di brassens, proprietario del bistrot, il marito della bella ostessa, non gioca lo stesso ruolo del
vecchio professore. L'ostessa, splendida donna che solo esistendo fa di un tugurio un palazzo non canta certo la canzone antica della donaccia, anzi, tiene pure le mani pesanti con chi esagera.
Eppure... Eppure l'odore ed i colori che mi vengono suggeriti dalle diverse sceneggiature di de andré e di brassens non li avverto come differenti.
Forse tutto il mondo è paese, lungo la cattiva strada.
Le bistrot (la piola)
Dans un coin pourri Du pauvre Paris, Sur un' place,
L'est un vieux bistrot Tenu par un gros Dégueulasse. Si t'as le bec fin, S'il te faut du vin D' premièr' classe, Va boire à Passy,
Le nectar d'ici Te dépasse. Mais si t'as l' gosier Qu'une armur' d'acier Matelasse, Goûte à ce velours, Ce petit bleu lourd
De menaces. Tu trouveras là La fin' fleur de la Populace, Tous les marmiteux, Les calamiteux, De la place. Qui viennent en rang,
Comme les harengs, Voir en face La bell' du bistrot, La femme à ce gros Dégueulasse. Que je boive à fond L'eau de tout's les fon-
tain's Wallace, Si, dès aujourd'hui, Tu n'es pas séduit Par la grâce. De cett' joli' fé' Qui, d'un bouge, a fait Un palace.
Avec ses appas, Du haut jusqu'en bas, Bien en place. Ces trésors exquis, Qui les embrass', qui Les enlace ? Vraiment, c'en est trop !
Tout ça pour ce gros Dégueulasse ! C'est injuste et fou, Mais que voulez-vous Qu'on y fasse ? L'amour se fait vieux, Il a plus les yeux
Bien en face. Si tu fais ta cour, Tâch' que tes discours Ne l'agacent. Sois poli, mon gars, Pas de geste ou ga- re à la casse.
Car sa main qui claqu', Punit d'un flic-flac Les audaces. Certes, il n'est pas né Qui mettra le nez Dans sa tasse. Pas né, le chanceux
Qui dégèl'ra ce Bloc de glace. Qui fera dans l' dos Les corne' à ce gros Dégueulasse. Dans un coin pourri Du pauvre Paris,
Sur un' place, Une espèc' de fé', D'un vieux bouge, a fait Un palace.
G. Brassens
Non la traduco, per carità di patria. Lascio solo la traduzione del titolo (by slowina...) che forse c'entra qualche cosa con le vicende passate e future prossime di questa lista. ;-
))) Spero solo che gli accenti reggano. Non posto nemmeno la città vecchia, sarebbe offensivo per la deandreaggine di tutti, vero?
Resta da spiegare il perché della musica della citta vecchia che, per quel poco che ne capisco di musica, sembra proprio quella di brassens. Perché qui lo scippo c'è! Come mai?
Provo a immaginare che fabrizio sia stato fulminato da le bistrot (ovvio, sennò mica se la filava) e sia partito per tradursela con una certa fedeltà . Poi ha iniziato a tradurre
come sapeva fare solo lui, che sacrificando la lettera del testo alla fine salvava l'anima del brano. E avrà visto che ancora la musica originale reggeva, sulla sua trasposizione.
E poi lima di qua, aggiungi di là , sposta questo e togli quello, metti quella frase e quella scenetta che ti è venuta in mente, quando te ne stavi delle ore appoggiato ad un portone
a studiare la strada che ti viveva davanti e... hoplà . Scene del tutto nuove, nella stessa atmosfera che qualche anno prima incantò brassens.
E poi, in fondo alla città vecchia, il predicozzo finale, tanto per togliere tutti dubbi, uno di quei predicozzi che all'inizio della carriera fabrizio declamava in chiaro, e che poi,
nell'ermetismo dell'ultima produzione, riuscirà a nascondere con tanta bravura.
E la musica di brassens ancora ci stava. A testimoniare che all'inizio, lo spirito dello
studente cantautore genovese era proprio quello del mariuolo!
Dunque un ladruncolo, il nostro fabrizio, ma un ladruncolo che, durante il tentativo di
furto, si è accorto che in fondo si divertiva (e guadagnava) di più a lavorare, che a rubare agli altri. Anche se poi un pochino di refurtiva gli restava sempre attaccata alle
dita. Oppure un raro esempio di ladro che ama rubare arnesi da lavoro, per poi faticarci lui.
O no? slow (che spera di non aver fatto di un palazzo un tugurio)
------------------------------------------------------------------------ Fabrizio De André Mailing List [http://DeAndre.freeweb.org]
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From: Lisa Maccari <lisa@arcetri.astro.it> Save Address Block Sender Reply-To: fabrizio@onelist.com
To: fabrizio@onelist.com Save Address Subject: Re: [fabrizio] vecchio professore e affini Date: Fri, 17 Dec 1999 19:28:21 +0100 (MET)
> Io non conosco un gran che di brassens, anche perché il francese lo mastico poco. > Un amico (ah, gli amici!) ha spedito il testo di "le bistrot" di brassens e poi sono stato
aiutato a trovare un pezzettino di mp3.
rega', ma cosi' mi invitate a sguazzare proprio... :)
> Dei punti in comune, tra le bistrot e la città vecchia, non mancano di sicuro: l'atmosfera generale di marciume incombente, una medesima > umanità avvinazzata ed
arrapata, il lezzo del vinaccio da quattro soldi...
eh no, cavolo, l'ho detto prima io, sul newsgroup!!! :)))
> Parigi contro genova. Città vecchie entrambe.. Entrambe ricche di angoli marci e poveri, grandi intrugli di genti diverse.
beh', sottoscrivo quasi tutto... comunque, non mi pare che De Andre' abbia mai fatto mistero di essersi pesantemente ispirato a Brassens, ANCHE in altre canzoni oltre a
quelle tradotte pari pari! La "Leggenda di Natale", per esempio, da dove viene?... C'e' una canzone di Brassens intitolara "Le pere Noel et la petite fille", il babbo Natale e la
ragazzina, e scusatemi se tutti gli accenti sono andati, che su questa tastiera non posso fare altro.
Anzi, mi sembra che lui l'abbia anche ingentilita, quella francese e' proprio cruda: l'uomo
maturo e affascinante che soggioga la ragazzina ANCHE perche' le parla d'amore, nell'originale e' semplicemente un ricco sporcaccione che riesce a irretirla solo perche' lei
e' povera e non dispone di nulla e lui la riempie di regali, non si parla per niente di sentimenti o di fascino, ma solo di qualcuno che "ti ha vestita a festa, ha rovesciato
valanghe di perle e rubini dentro le tue scarpe, e ti ha messo le mani addosso..." Fa l'altro, mi pare che proprio quel verso, "il a' mis le mains sur tes hanches", il compianto
Fabrizio se lo sia fregato per metterlo in TUTT'ALTRA canzone... :)
ciao Lisa
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Accordi di Delitto di Paese Da: Sasuke <zaran@primopiano.it> Oggetto: CRD: Delitto di paese (F. De Andre') Data: mercoledì 25 agosto 1999 11.12
Per la grande gioia di FCh, 'sta canzone la posto io, con tanto di accordi. Non l'ho trascritta io, ne' testo ne' accordi, ma l'ho copiata da IAMS. Questa e molte altre
(messaggio promozionale) le potete trovare in Amosfree, il sito ufficiale di IAMS:
amosfree.cjb.net buona canzone. Sasuke
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Delitto di paese
Introduzione:
LA- MI- LA- |-0--5--0--------0-|-0----0----0-| |---------3-1-3----|-1----0----1-| |--------------------|-2----0----2-|
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SOL DO Non tutti nella capitale
FA DO sbocciano i fiori del male MI- DO RE- qualche assassinio senza pretese
LA- MI abbiamo anche noi in paese MI- DO RE- qualche assassinio senza pretese
FA SOL LA- abbiamo anche noi qui in paese
Aveva il capo tutto bianco ma il cuore non ancor stanco gli ritornò a battere in fretta
per una giovinetta gli ritornò a battere in fretta per una giovinetta
Ma la sua voglia troppo viva subito gli esauriva in un sol bacio e una carezza l'ultima giovinezza
in un sol bacio e una carezza l'ultima giovinezza
Quando la mano lei gli tese e triste lui le rispose d'essere povero in bolletta lei si rivestì in fretta d'essere povero in bolletta
lei si rivestì in fretta
E andò a cercare il suo compagno partecipe del guadagno e ritornò col protettore dal vecchio truffatore e ritornò col protettore dal vecchio truffatore
Mentre lui fermo lo teneva sei volte lo accoltellava dicon che quando lui spirò la lingua lei gli mostrò dicon che quando lui spirò la lingua lei gli mostrò
Misero tutto sottosopra
senza trovare un soldo ma solo un mucchio di cambiali e di atti giudiziali ma solo un mucchio di cambiali e di atti giudiziali
Allora presi dallo sconforto e dal rimpianto del morto
si inginocchiaron sul pover uomo chiedendogli perdono si inginocchiaron sul pover uomo chiedendogli perdono
Quando i gendarmi sono entrati piangenti li han trovati fu qualche lacrima sul viso
a dargli il paradiso fu qualche lacrima sul viso a dargli il paradiso
E quando furono impiccati volarono tra i beati qualche beghino di questo fatto fu poco soddisfatto
qualche beghino di questo fatto fu poco soddisfatto
Non tutti nalla capitale sbocciano i fiori del male qualche assassinio senza pretese abbiamo anche noi in paese qualche assassinio senza pretese
LA- MI LA abbiamo anche noi qui in paese
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Joan of Arc (Leonhard Cohen)
Now the flames they followed Joan of Arc
as she came riding through the dark; no moon to keep her armour bright,
no man to get her through this very smoky night. She said, "I'm tired of the war,
I want the kind of work I had before, a wedding dress or something white
to wear upon my swollen appetite."
Well, I'm glad to hear you talk this way,
you know I've watched you riding every day and something in me yearns to win
such a cold and lonesome heroine. "And who are you?" she sternly spoke
to the one beneath the smoke. "Why, I'm fire," he replied,
"And I love your solitude, I love your pride."
"Then fire, make your body cold,
I'm going to give you mine to hold," saying this she climbed inside
to be his one, to be his only bride. And deep into his fiery heart
he took the dust of Joan of Arc, and high above the wedding guests
he hung the ashes of her wedding dress.
It was deep into his fiery heart
he took the dust of Joan of Arc, and then she clearly understood
if he was fire, oh then she must be wood. I saw her wince, I saw her cry,
I saw the glory in her eye. Myself I long for love and light,
but must it come so cruel, and oh so bright?
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