Volta la carta
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Volta la carta

Gruppo musicale senese che ripropone fedelmente un vasto repertorio di Fabrizio De Andrè, rigorosamente dal "vivo" senza l'ausilio di basi musicali.

  Attiva dalla primavera del 2000, la Tribute Band ha già eseguito diversi concerti in diverse città italiane, Siena, Roma, Campobasso, Grosseto, Firenze, Bologna.

Il loro sito...
(con videoclip in formato DiVX!)

LA STORIA
L'idea folle di mettere su questa specie di spettacolo, mi è venuta una sera ad una cena a casa di un amico. Erano passati pochi giorni dalla scomparsa del grande Faber, e senza volerlo ci siamo ritrovati, dopo cena a suonare e cantare tutte o quasi le sue canzoni. Se uno ci pensa, non è una cosa poi così strana, a tutti sarà capitato, nel corso di un falò o di una serata intorno al caminetto, di trovarsi a cantare canzoni come Bocca di rosa o il Pescatore; è normale, fa parte delle normali abitudini musicali di ognuno di noi.

Da qui sono partito per una considerazione: senza volerlo, De Andrè fa parte del nostro patrimonio genetico musicale. Per chi poi è cresciuto con la sua musica e la sua poesia, il discorso si amplifica all'inverosimile.

E allora ho deciso di proporre questa mia idea folle a Franco Vichi che avevo conosciuto qualche anno prima.

In quindici giorni aveva trovato tutti i musicisti e l'occasione per esibirci in pubblico in una serata organizzata dall'Università di Siena.

Nelle prime prove eravamo un po' scettici, visto che l'impresa di non rimediare dei giudizi negativi per aver affrontato un simile gesto era quasi impossibile. Comunque sia, grazie allo scellerato ottimismo di qualcuno a cui raccontavo questa "malsana" idea arrivammo alla fatidica serata. Dalle nostre più rosee previsioni di raggranellare qualche centinaio di amici e amici di amici contammo quasi duemilacinquecento persone, che già dalle prime note manifastarono il loro entusiasmo e affetto nei nostri confronti. E' ovvio che la popolarità e la grandezza di De Andrè ha facilitato il compito.

Fatto sta che serata dopo serata (a pensare che doveva essere una sola) sono ormai due anni che giriamo per l'Italia a portare la storia di un grande Poeta in giro per le piazze, i teatri, i centri sociali e i locali. Ovunque ci possa essere qualcuno disposto ad ascoltare le parole di Fabrizio De Andrè e a sopportare le nostre profanazioni musicali.

Spero di essere riuscito solo nella mia intenzione principale, cioè di rendere un omaggio più affettuoso possibile ad un uomo che ha influenzato tanto la mia vita e di essere riuscito a farlo a modo suo, in sordina, con la stessa semplicità con la quale si possa cantare l'inciso del Pescatore attorno ad un fuoco tra amici.

Per questo motivo abbiamo deciso di dare al concerto un'impronta prettamente acustica e non abbiamo voluto nelle tracce nessuna base pre-registrata e nessun sequencer a segnare il passo. Il concerto è interamente suonato, anche perché ad accompagnarmi ci sono musicisti bravissimi che via via hanno reso sempre più divertente il proporre le canzoni che di volta in volta andiamo a suonare.

La cosa più bella è l'aver raccolto strada facendo altri musicisti che si sono aggregati alla comitiva iniziale e l'aver scoperto poi che sono delle persone care con le quali vale la pena vivere tutte le emozioni che la gente ci regala ad ogni nostra esibizione. A loro dedico tutto questo e tutto quello che ci sarà in futuro, a loro, le anime salve che più da vicino condividono con me questa bella avventura.


Raffaele Spidalieri