Sally
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(postato il 20/5/99 alle 18:00) autoire: RED


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Allora, si diceva di Sally, ho un delirio in sospeso....

Credo che questa canzone rappresenti un po' la fine meschina che
troppo spesso fanno i sogni e i tentativi di cambiamento.
Politicamente si puo' legare al fenomeno delle Brigate rosse e simili,
ma non necessariamente.

"Mia madre mi disse non devi giocare con gli zingari nel bosco"...
Disobbedire alla figura materna, cioe' all'ordine costituito, a quei
comandamenti scritti proprio da chi puo' permettersi di non
rispettarli.
Ma l'animo giovane e ancora fertile del protagonista decide di andare
lo stesso perche' "il bosco era scuro e l'erba gia' verde", cioe'
praticamente perche' la sua natura lo spinge ad andare e basta, senza
ragione (avete mai visto boschi chiari ed erba blu?). Troppo forte il
richiamo ad un incontro proibito: arriva Sally col suo tamburello,
donna o bambina non conta, comunque utopia solo sognata ed adesso
reale. "Dite a mia madre che non tornero'." Dite, voi generico,
rivolto ad una societa' ben attraccata a terra con piedi e mani ed
incapace di sognare.

"Andai verso il mare...spesi cento lire per un pesciolino
cieco...sparii in un baleno". Quindi l'obiettivo della fuga diventa il
mare immenso, il bosco non basta piu', "andate a dire a Sally che non
tornero'", dopo la madre, adesso e' la donna che ti aveva accolto
all'ingresso del bosco che viene abbandonata, lasciata per
intraprendere una nuova avventura, un nuovo viaggio, a cavallo di un
pesciolino cieco, cioe' senza sicurezze ma nel rischio piu' completo e
totale, solo per tentare di arrivare, o la va o la spacca per dirla
come i detti popolari. Povera Sally, originaria meta finale del
peregrinare, dell' agire, infatti il titolo del brano si riferisce a
lei, che pure e' un personaggio marginale.

Entrano poi in scena Pilar del mare e Pilar dei meli, che dubito siano
la stessa persona, o idea o cosa. La citta', luogo dove Pilar o chi
per lei si "addormenta il cuore con due gocce d'eroina", quindi
viaggio artificiale che spesso porta alla morte come unica via di fuga
fra le mura di una citta', al contrario di pilar dei meli, idea
selvaggia e zingara che si trova nell'eterno viaggiare (vicino alle
roulottes), niente droga ma una bocca sporca di mirtilli, frutti
selvatici, ed un coltello che la uccide, forse per rabbia, forse per
negarle la liberta'.
E che l'assassino sia il protagonista? "Mi guardai nello stagno,
l'assassino si era gia' lavato"...nello stagno si riflette la propria
immagine, magari capita di essere colpevoli senza rendersene conto,
presi irrefrenabilmente da una cultura di negazione della liberta' che
credevamo lontana da noi e che invece ci ha assorbito completamente.
Dite a mia madre che non tornero', il viaggio mi ha provato, ho
fallito, sono stanco, la voglia di giocare libero nel bosco mi ha
portato ad uccidere, la voglia di cercare onestamente la liberta' mi
ha portato ad usare mezzi che credevo fossero le armi solo di chi
combattevo.

Ho fallito, sono stanco e povero, resta l'ultima e amara soluzione: i
bassifondi, il pappone re dei topi che vive fra puttane e gomme che
bruciano, il commercio della persona umana come atto estremo di
umiliazione dell'uomo. E un bracciale come un marchio, un marchio che
ti segna e segna la fine del tuo viaggio verso i sogni, lasciandoti
ancora piu' avvilito di quando dovevi partire. Chissa', forse dovevi
dar retta alla madre....

Ma il bosco e' ancora scuro e l'erba ancora verde, e Sally e' sempre
li, col suo tamburello.