Nuvole
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1990. Nuvole (Ed. Fonit Cetra/Ricordi CDMRL 6444)

PRIMA STAMPA: 26?/9/1990

1 - Le nuvole ...................................................................................................................2'16"
2 - Ottocento ......................................................................................................  4'56"
3 - Don Raffaè (Testo De André e Massimo Bubola - Musica di  De André e Mauro Pagani)4'08"
4 - La domenica delle salme .........................................................................................7'35"
5 - Mégu Megún (Testo  De André e Ivano Fossati - Musica di  De André e Mauro Pagani)5'22"
6 - La nova gelosia(1) (Testo e Musica di Anonimo)3'04"
7 - 'Â çímma (Testo  De André e Ivano Fossati - Musica di  De André e Mauro Pagani)6'18"
8 - Monti di Mola   ......................................................................................................  7'45
"

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copertina CD
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EDIZIONI:
       1990 Fonit Cetra, TLP 260, copertina con ologramma
       1990 Fonit Cetra, TLP 260, copertina senza ologramma
       1990 Fonit Cetra, CDL 260 su CD
       1990 RICORDI CDMRL 6444, su CD, senza ologramma
       2002 BMG RICORDI, su CD, 74321974462
       2007 BMG RICORDI, su CD TV (allegato a TV Sorrisi)
       2009 SONY BMG 88697454782
       2009 Gruppo editoriale l'Espresso -12
       2011 SONY RCA - 8697920761 - su vinile bianco

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copertina LP
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Le Nuvole 2009_4

SONY BMG 88697454782
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8697920761 Sony RCA - Le nuvole a- Vinile bianco2
12 Nuvole LE_ridimensionare

2009 - Gruppo Editoriale L'Espresso -12

2011 - Sony - 8697920761 su vinile bianco

Commenti ad alcuni testi (L'illustre cugino Deandrate, Ottocento, La domenica delle salme)---FAQ --> qui

(1) Canzone popolare della fine del XVIII secolo
Gli intermezzi prima e dopo "Don Raffaé" sono tratti da "Le stagioni" di P. I. Cajkovskij ("Giugno" opera 37 A) ed eseguiti da Andrea Carcano.
Prodotto da Mauro Pagani e Fabrizio De André. Registrato e mixato negli Studi Metropolis di Milano.
Tutti i suoni, la programmazione computers ed i mixaggi sono di Mauririo Camagna.
La voce di De André in "Mégu Megún" è stata registrata da Jean Marc Tigani.
Assistente di studio: Alberto Bonardi
Copertina: ideazione, art-direction e realizzazione Area di Comunicazione.
Un ringraziamento particoplare a David Pizzanelli ed ad Anna T. Capernaros per la loro collaborazione.
Ringraziamenti: a Francesco Baccini per "i maschi, le femmine, i cantanti"
a Oscar De Tomaz per averci introdotto nel rutilante mondo dello Jodel
a Mary Viganò
a Mario Rapallo per aver prestato il Nonoise.

1 - Arrangiamento di Sergio Conforti e Piero Milesi
Orchestrazione e Direzione d'Orchestra di Piero Milesi
Violino: Livia Baldi, Stefano Barneschi, Maria Cristina Vasi, Emanuela Sfondrini, Brigid Sinead Nava, Debora Tedeschi, Elena Confortini, Martino Lovisolo, Carla Marotta, Giacomo Trevisani, Enrico Onofri, Carlo De Martini
Viola: Anna Maria Gallingani, Sebastiano Borella, Cristina Cassiani Ingoni, Carlo Goj
Violoncello: Adriano Ancarani, Enrico Martinelli, Silvio Righini, Beatrice Cosma Pomarico, Jorge Alberto Guerrero, Caterina Dell'Agnello
Contrabasso: Giuseppe Barbareschi, Roberto Bonati
Flauto: Giovanni Antonini, Michele Brescia
Oboe: Francesco Pomarico
Tromba: Sergio Orlandi, Umberto Marcandalli, Luciano Marconcini
Corno: Luca Quaranta, Maria Gabriella Giaquinta, Adelia Colombo, Gianfranco Scafidi
Trombone: Luisa Vinci, Alessio Nava
Clarinetto: Nicola Zuccalà
Timpani e triangolo: David Searcy
Coro: Lucia Vivien Pick, Diane Rama, Nadia Pellicciari (soprano), Giuseppe Lopopolo, Giuseppe Donno (tenore), Carlo Proverbio, Bortolo Laffranchi, Alessandro Cairoli (baritono), Lucio Folilela (basso)
Voci: Lalla Pisano, Maria Mereu

2 - Arrangiamento di Sergio Conforti e Piero Milesi
Orchestrazione e Direzione d'Orchestra di Piero Milesi
Violino: Livia Baldi, Stefano Barneschi, Maria Cristina Vasi, Emanuela Sfondrini, Brigid Sinead Nava, Debora Tedeschi, Elena Confortini, Martino Lovisolo, Carla Marotta, Giacomo Trevisani, Enrico Onofri, Carlo De Martini
Viola: Anna Maria Gallingani, Sebastiano Borella, Cristina Cassiani Ingoni, Carlo Goj
Violoncello: Adriano Ancarani, Enrico Martinelli, Silvio Righini, Beatrice Cosma Pomarico, Jorge Alberto Guerrero, Caterina Dell'Agnello
Contrabasso: Giuseppe Barbareschi, Roberto Bonati
Flauto: Giovanni Antonini, Michele Brescia
Oboe: Francesco Pomarico
Tromba: Sergio Orlandi, Umberto Marcandalli, Luciano Marconcini
Corno: Luca Quaranta, Maria Gabriella Giaquinta, Adelia Colombo, Gianfranco Scafidi
Trombone: Luisa Vinci, Alessio Nava
Clarinetto: Nicola Zuccalà
Timpani e triangolo: David Searcy
Fisarmonica: Flavio Premoli
Jodel: Paolo Somià
Coro: Lucia Vivien Pick, Diane Rama, Nadia Pellicciari (soprano), Giuseppe Lopopolo, Giuseppe Donno (tenore), Carlo Proverbio, Bortolo Laffranchi, Alessandro Cairoli (baritono), Lucio Folilela (basso)
Voci: Lalla Pisano, Maria Mereu

3 - Arrangiamento di Mauro Pagani, Fabrizio De André e Sergio Conforti
Chitarra: Michele Ascolese
Clarino: Amedeo Bianchi
II° Clarino: Mario Arcari
Tromba, trombone, basso, tuba: Demo Morselli
Ottavino: Renato Rivolta
Mandolino: Mauro Pagani
Pianoforte: Sergio Conforti
Tammorra: Alfio Antico
Batteria: Lele Melotti
Basso: Paolo Costa

4 - Arrangiamento di Mauro Pagani e Fabrizio De André
Chitarre: Michele Ascolese
Violino e kazoo: Mauro Pagani

5 - Arrangiamento di Mauro Pagani e Fabrizio De André
Oud bouzouki, lira greca, ndelele e seconde voci: Mauro Pagani
Tastiere: Sergio Conforti
Shannaj: Mario Arcari
Batteria: Walter Calloni
Percussioni: Esteban Candelario Cabézas
Basso: Paolo Costa

6 - Arrangiamento di Mauro Pagani e Fabrizio De André
Chitarre: Michele Ascolese
Viola: Franco Formenti

7 - Arrangiamento di Mauro Pagani e Fabrizio De André
Ndelele e bouzouki: Mauro Pagani
Tastiere: Sergio Conforti
Fisarmonica: Flavio Premoli
Gironda: Franco Pettinari
Batteria: Walter Calloni
Percussioni: Angelo Pusceddu
Basso: Paolo Costa
Derbóuka: Federico Sanesi

8 - Arrangiamento di Mauro Pagani e Fabrizio De André
Flauto di canna e flauto in sol, bouzouki: Mauro Pagani
Seconde voci: Tazenda, Mauro Pagani, Fabrizio De André
Armonium: Sergio Conforti
Fisarmonica: Flavio Premoli
Batteria: Walter Calloni
Percussioni: Angelo Pusceddu
Basso: Paolo Costa

"…io sono un principe libero
e ho altrettanta autorità di fare guerra
al mondo intero quanto colui
che ha cento navi in mare."
SAMUEL BELLAMY
(Pirata alle Antille nel XVIII secolo)

  Il commento di Pierpaolo

                                                          LE NUVOLE ('90)

 Dopo  "Creuza de ma"  Fabrizio avrebbe voluto dare un seguito a quel disco epocale  e assieme a Mauro Pagani decisero di partire in barca a vela (battezzata Jamin-a) verso la Grecia e la Turchia per  andare da vicino a conoscere altre musiche e sonorità del bacino mediterraneo  ma  dopo parecchi mesi  ritornarono indietro con molte cose ma senza le idee giuste per continuare quel progetto. Fabrizio quindi decise di non dare un seguito all'esperienza di "Creuza" ma di dare vita ad un progetto nuovo partendo come idea dalla commedia  "Le nuvole" di Aristofane.

Nella sua opera Aristofane identificava con "le nuvole" i sofisti, portatori di concetti rivoluzionari rispetto alle sue idee conservatrici, invece nel lavoro di Fabrizio "le nuvole" avrebbero simboleggiato i potenti  che (nel '90 eravamo  in piena era pre-tangentopoli) spadroneggiavano in Italia senza alcuna remora morale impedendo al popolo di vedere la verità.    

L'album è diviso in due parti la prima riguarda i potenti, la seconda il popolo e da qui si capisce l'uso dell'italiano nei primi quattro brani e l'uso del dialetto negli altri quattro. 

Per le musiche Pagani introduce a Fabrizio il musicista Piero Milesi, che sarà una presenza fondamentale anche in "Anime salve".  

Il brano di apertura "Le nuvole" è molto particolare: due voci femminili , una anziana e una più giovane, che parlano su un tappeto sonoro sognante e intenso (Il brano fu premiato al premio Tenco come miglior canzone dell'anno).

Il terzo è uno dei brani più noti di Fabrizio ,"Don Raffaè" scritto con Massimo Bubola,  ed  è una denuncia contro le condizioni paradossali in cui vivono alcuni secondini che devono fare da camerieri a boss influenti che pur essendo in galera hanno la stessa influenza e lo stesso "potere" di quando erano in libertà.   

"Ottocento" è un pezzo complesso che assembla il melodramma allo yodel cosa che lo rende decisamente surreale e che sembra fare da prologo a "La domenica delle salme", uno dei pezzi più politici mai incisi da Fabrizio.

Nel brano si respira un era "pre Weimar" (il periodo storico che preludeva al nazismo) dove Fabrizio descrive il clima cupo presente in Italia alla fine degli anni 80, clima sospeso tra la reazione conservatrice e la fine delle ideologie e delle utopie dove il popolo-cicala si limita alla "vibrante" protesta.       

Con "Mega megun" e "A cimma" si torna a respirare l'amato dialetto genovese, da ricordare che i testi sono stati scritti da Fabrizio e Ivano Fossati , inizio di una collaborazione che continuerà anche in "Anime salve".

"La nova gelosia": "come riporta il libretto stesso, la "gelosia" e' in dialetto il serramento della finestra, per cui la canzone non e' altro -secondo me- che le parole di una persona semplice, affascinata da questa serratura nuova... che diventa un oggetto di desiderio e di ammirazione incantata" (*) , mentre "Monti di Mola" è  un ennesimo omaggio alla sua terra di adozione : la Sardegna,dove si racconta l'impossibile storia d'amore tra un giovanotto ed un asina.
(*) contributo di Alessandro Ranellucci