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Appunti su Drom Laciho di Piero Milesi
Il nomade, proprio per la sua appartenenza alla non appartenenza, si è ritrovato ad essere portatore non solo di cultura, ma
di pensiero nella sua accezione più profonda.
Il lento peregrinaggio dei rom in Europa intorno al XIV e XV secolo ha dato vita a una sorta di "slow web" che è stato
veicolo di linguaggi musicali che hanno pesantemente influenzato gli stili musicali in uso nei paesi in cui si insediavano. Basti pensare a quanto la musica klezmer in Europa orientale si sia intrecciata a quella dei rom, la
quale a sua volta ha addirittura influenzato la musica colta europea, oppure al flamenco che altro non è che il frutto di una mescolanza tra le musiche arabo-andaluse, il folk ebraico e la musica gitana.
I musicisti rom con cui sto lavorando provengono dalla Romania e pur essendo da generazioni stanziali in quel paese sono
comunque divulgatori di culture musicali stratificate in luoghi e tempi diversi.
Va ricordato inoltre che la musica romanì non è solo quella a cui siamo abituati, ovvero la musica "da ballo" o quella
"turistica" dei concerti per noi "gagé", ma è anche e soprattutto quella che, nelle manifestazioni più autentiche delle tradizioni romanes (feste e cerimonie religiose), è caratterizzata da suggestive e vertiginose iterazioni
di cellule tematiche strumentali la cui costruzione non è poi così distante dalla mia personale esperienza musicale.
Il mio background va dagli studi accademici a esperienze in certe "avanguardie" tipicamente anglosassoni (il minimalismo in
particolare) e in ambiti della musica etnica e della popular music. Mi trovo ora a confronto con la tradizione zingara in un progetto di un'opera che mira quindi a integrare la mia musica con quella del gruppo "Villaggio
Solidale".
Il nostro obiettivo è quello di fare musica insieme rimanendo comunque "comodi" nelle nostre esigenze espressive ed
artistiche, quindi: musica strumentale e vocale tradizionale, ma anche live electronics e modelli musicali contemporanei che facilmente si sposano col virtuosismo dei musicisti romané.
Quest'opera, ambiziosa sia nel contenuto che nell'aspetto della comunicazione e della fruibilità, mira ad essere un evento prodromico idoneo a cogliere i primi segnali di interazione di due generi musicali solo apparentemente distanti tra loro, cercandone di anticipare così certe ineluttabili trasformazioni linguistiche.
Sarà inoltre importante l'aspetto visivo e figurativo che, con l'apporto di precisi elementi coreografici e illuminotecnici,
diventerà parte integrante del progetto in quanto appartenente ad un'unica valenza espressiva e il cui obiettivo è quello di trovare un forte impatto emozionale col pubblico.
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