La cattiva strada
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inviato il 18.10.2000 autore: RICCARDO VENTURI

titolo originario: STRADE CATTIVE E BUONE


>Qual'e' secondo voi il significato,l'idea di fondo della
>canzone "sulla cattiva strada"?
>grazie e a presto

L'idea di fondo della "Cattiva strada" è, a mio parere, un'assenza che passa. O, meglio, è l'idea di fondo che ho di questa canzone in questo preciso momento e, perdipiù, in una data che resta per me particolare malgrado il suo effetto si sia da tempo incamminato, tanto per continuare a parlar di strade, su quella di un'eco sempre più flebile.

Che cos'è un'assenza che passa? Siamo abituati a definire l'assenza per negatività; l'assenza è la mancanza della presenza. Vorrei per una volta fare l'esatto contrario e dire che l'assenza è qualcosa che non "manca", ma che riempie ed è altrettanto presente delle cose visibili e tangibili. Quest'assenza potrebbe essere il destino umano, i nostri comportamenti spiegabili e inspiegabili: sputare negli occhi a qualcuno, rubare l'incasso a una puttana, truccare le stelle, versare da bere a un diciottenne alcolizzato (nel quale ho sempre visto un riferimento precisamente autobiografico da parte di De André), baciare le bocche dei giurati, sparire del tutto.

C'è una parola romena del tutto intraducibile in qualsiasi altra lingua; questa parola è "vãzduh". Propriamente significa "aura", "soffio"; ma è anche il "soffio vitale" (lo "pneuma" greco) che unisce tutti noi con una rete fittissima e sterminata di fili invisibili. Quest'assenza che passa potrebbe essere il "vãzduh", e la "Cattiva Strada" non *una* storia, ma *la* storia di tutti quanti noi raffigurata non in modo unitario, ma attraverso una serie di visioni ad ognuna della quale è affidato un qualsiasi tassello dell'essere. Prendere un numero limitato di quei fili invisibili e seguirli.

In questo senso, quindi, la "Cattiva strada" è una poesia visionaria.
Non c'è da stupirsi. Fabrizio De André ha tradotto in italiano tre canzoni del massimo poeta visionario in musica, Leonard Cohen. Chi si chiede del significato di canzoni come "Amico Fragile" o "Dolce Luna" (oltre alla "Strada", ovviamente), dovrebbe ascoltare ed intendere brani di Cohen come "Avalanche", "The Guests", "Dealers" (solo per citare a caso; magari qualche volta li traduco e li posto qui). Fabrizio e Leonard sono due uomini sulla "Tower of Song", e da quella torre si toccano spesso i fili di quell'invisibile corrente.

L'influenza di Cohen è stata, per De André, altrettanto importante di quella di Brassens; ma il Brassens è certamente più "immediato". Il Brassens è la tangibilità, il Cohen l'intangibilità. E il De André ha preso ed amalgamato entrambe le cose, facendone la sua autentica grandezza. Per completare il cocktail, aggiungiamo anche una porzione "nascosta" di Dylan Thomas, il poeta gallese visionario e alcolizzato.
Chi potesse e volesse, andasse a rileggersi "Vision and Prayer" (la poesia a rombi e losanghe) e mi dicesse se non ci vede pezzi precisi della "Cattiva Strada"; senza contare che addirittura il *titolo* di una poesia di Thomas, "Ballad of the Long-Legged Bait", è stato citato in un verso di "Dolce Luna" ("La sua ragazza, *esca dalle lunghe gambe* [long-legged bait] / fa l'amore niente male").

Per riassumere e concludere, la "Cattiva Strada" è un viaggio per l'uomo visto con gli occhi e negli occhi di una presentissima assenza; talmente presente che, a un certo punto, scompare e parla d'amore. Un'assenza assente non potrebbe né scomparire, né parlare. Resta da decidere perché la strada che percorre sia "cattiva, e qui le ipotesi potrebbero essere tante. Potrebbero essere suggestioni letterarie di qualche "poète maudit" (magari del più visionario di loro, Lautréamont); potrebbe essere una semplice questione metrica (il trisillabo "cat-ti-va" completa il verso, a differenza del bisillabo "buo-na"). Potrebbe anche voler dire che la strada di tutti quanti, con le sue presenze, le sue assenze e i suoi fili, è cattiva ed è bene che lo sia.