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Il "primo" De André 1961-1966
Nuvole barocche (1961) E fu la notte (1961) La ballata del Michè (1961) La ballata dell'eroe (1961) Il fannullone (1963) Carlo Martello ritorna dalla
battaglia di Poitiers (1963) Il testamento (1963) La guerra di Piero (1964) La canzone di Marinella (1964) Valzer per un amore (1964) Per i tuoi larghi occhi (1965) Fila la lana [File la laine] (1965) La
città vecchia (1965) Delitto di paese [L'assassinat] (1965) La canzone dell'amore perduto (1966) La ballata dell'amore cieco (1966) Geordie (1966) Amore che vieni, amore che vai (1966)
L'album Le varie raccolte pubblicate del periodo Karim.
               
Riferimenti web:
E fu la notte: http://it.wikipedia.org/wiki/Nuvole_barocche/E_fu_la_notte e Archivio online della SIAE: http://operemusicali.siae.it/OpereMusicali/start.do
La ballata del Miché:
La pubblicità sulla rivista "Musica nel mondo" del 15 Novembre 1961.
Il testamento Seguendo un riferimento postato nel newsgroup, ho scoperto il blog di Valerio Di Stefano, da cui ho tratto quanto segue (oltre a Marinella). Il blog è qui.:
"Il caso del sonetto LXXI, intitolato "Gretchen" è un po' più complicato. Bisogna che, prima, vi trascriva un brano tratto dalla canzone
"Il Testamento" di De André:
"A te che fosti la più contesa la cortigiana che non si dà a tutti ed ora all'angolo di quella chiesa offri le immagini ai belli ed ai brutti
lascio le note di questa canzone canto il dolore della tua illusione a te che sei per tirare avanti costretta a vendere Cristo e i santi."
De André parla, chiaramente, di una donna, molto bella in gioventù (periodo in cui fu "la più contesa"), costretta, nella vecchiaia, a
sopravvivere distribuendo all'angolo di una chiesa immagini sacre a chiunque in cambio di denaro.
Ebbene, come comincia il sonetto "Gretchen" del buon Lorenzo Stecchetti (eteronimo, lo ricordo, di Olindo Guerrini)?
"Sull'uscio della chiesa, orrida e nera Come le streghe che il demonio abbraccia,
Vidi seder nel fango una megera, Col marchio del bordello impresso in faccia."
Si noti l'ambientazione, l'uscio della chiesa, assai simile all'"angolo di quella chiesa" del cantautore genovese. La protagonista del sonetto
dello Stecchetti è chiaramente una vecchia prostituta (e sappiamo quanto le prostitute siano tema caro a De André), in contrasto, ma neanche poi troppo, con la "cortigiana che non si dà a tutti".
Ma quelle che chiudono la partita sono le ultime due terzine del sonetto in cui la donna col marchio del bordello impresso in faccia rivela la sua identità:
"- Fui Margherita - disse - ed a contanti
Ho venduto i miei baci e le scipite Carezze, dopo Fausto, a mille amanti:
Ma le mie carni all'ospedal marcite M'hanno ridotta a vender Cristo e i santi Per comprarmi due soldi d'acquavite. -"
La ballata dell'eroe: Sito Canzoni contro la guerra: http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?lang=it&id=61
Locandina del film "La cuccagna", dove Luigi Tenco canta La ballata dell'eroe (immagine by Claudio
Sassi). Clicca per ingrandire
La guerra di Piero: Sito Canzoni contro la guerra: http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?lang=it&id=2576
Uno spunto per la seconda strofa, lo ha trovato Massimiliano: Italo Calvino, Dove vola l'avvoltoio: Nella limpida corrente ora scendono carpe e trote non più i corpi dei soldati che la fanno insanguinar (grazie a Massimiliano Lepratti)
La canzone di Marinella Seguendo un riferimento postato nel newsgroup, ho scoperto il blog di Valerio Di Stefano, da cui ho tratto quanto segue (oltre a Il testamento). Il blog è qui.: "Proprio ieri, mentre stavo registrando malamente le mie letture ad alta voce dei "Postuma" di Lorenzo Stecchetti mi sono imbattuto in due sonetti consecutivi, rispettivamente il LXX e il LXXI.
Nel primo, che reca il titolo "A Raffaele Belluzzi", si legge nella seconda quartina:
"Amico mio, se il fato in me ripose Qualche forza d'ingegno or m'è fuggita: La giovinezza mia giace sfiorita,
Giace e visse un mattin come le rose."
Curioso quel verso: "Giace e visse un mattin come le rose" ricorda in maniera impressionante il "Vivesti solo un giorno, come le rose" della "Canzone di Marinella"
Mah, uno dice sarà un caso, a volte la letteratura è un continuo rimando e poi le rose durano proprio poco".
Valzer per un amore: Riccardo Muti su Marinuzzi, sul sito dedicato al celebre direttore d'orchestra: http://www.ginomarinuzzi.it/ Il testo completo di Sonnets pour Helene: http://www.etudes-litteraires.com/ronsard-sonnets-pour-helene.php
Ed ecco quindi il sonetto di Ronsard (1524-1585), tratto dalla raccolta "Les Sonnets pour Hélène", comprendente centoundici
sonetti e quattro poemi:
Sonnets pour Hélène (1578), II, 24
Quand vous serez bien vieille, au soir à la chandelle, Assise auprès du feu, dévidant et filant,
Direz chantant mes vers, en vous émerveillant : « Ronsard me célébrait du temps que j'étais belle. »
Lors vous n'aurez servante oyant telle nouvelle, Déjà sous le labeur à demi sommeillant,
Qui au bruit de Ronsard ne s'aille réveillant, Bénissant votre nom de louange immortelle.
Je serai sous la terre, et fantôme sans os Par les ombres myrteuxa je prendrai mon repos ;
Vous serez au foyer une vieille accroupie,
Regrettant mon amour et votre fier dédain. Vivez, si m'en croyez, n'attendez à demain:
Cueilllez dès aujourd'hui les roses de la vie.
Anche con una traduzione approssimativa è abbastanza evidente, soprattutto la prima strofa, il richiamare il concetto di una persona
ormai vecchia che trova i versi di chi l'ha amata da giovane e rimpienge il tempo passato inutilmente.
Anche nella chiusura l'approccio è molto simile. Ronsand parla di cogliere le rose della vita mentre De André le dice "vieni adesso
finché è primavera".
Fila la lana: Sul sito antiwarsongs c'è un racconto dettagliato della storia di questa canzone, compresa la lettera del vero autore,
Marcy: http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=134&lang=it
Per la guerra di successione Bretone, nella quale era ambientata Fila la laine, su Wikipedia per maggiori dettagli: http://it.wikipedia
.org/wiki/Guerra_di_successione_bretone


La città vecchia: Riguardo la conclusione de "La Città Vecchia": "se non sono gigli, son pur sempre figli, vittime di questo mondo". Penso che quel giglio sia un
chiaro richiamo Evangelico. Cito Matteo 7, 28-29: "E quanto al vestito, perchè vi angustiate? Osservate i gigli del campo, come crescono:
non lavorano, non tessono. Eppure vi dico che neanche Salomone in tutta la sua magnificenza vestiva come uno di essi." (Pierfrancesco Califano - pierfrancescocalifano@copernicando.it)
Il testo completo della poesia di Umberto Saba (pubblicato qui sotto), è tratto dal sito http://www.club.it/autori/grandi/umberto.saba/poesie.html .
Il forum del post di I.cupe (riferimento a Prevert): Un forum dedicato all'opera di Fabrizio De André: http://deandre.forumfree.it/?t=26283103 .
Il newsgroup, per la segnalazione di Lisa: http://groups.google.com/group/it.fan.musica.de-andre/ ;
Commento sulla mailing list, di Slow http://it.groups.yahoo.com/group/fabrizio/message/223
Città vecchia (da Trieste e una donna, 1910-12)
Spesso, per ritornare alla mia casa prendo un'oscura via di città vecchia. Giallo in qualche pozzanghera si specchia
qualche fanale, e affollata è la strada.
Qui tra la gente che viene che va dall'osteria alla casa o al lupanare, dove son merci ed uomini il detrito
di un gran porto di mare, io ritrovo, passando, l'infinito nell'umiltà.
Qui prostituta e marinaio, il vecchio che bestemmia, la femmina che bega,
il dragone che siede alla bottega del friggitore, la tumultuante giovane impazzita d'amore, sono tutte creature della vita e del dolore;
s'agita in esse, come in me, il Signore.
Qui degli umili sento in compagnia il mio pensiero farsi più puro dove più turpe è la via.
La ballata dell'amore cieco Massimiliano Lepratti mi segnala questa poesia, di Jean Richepin (4 febbraio, 1849 - 12 Dicembre, 1926), poeta francese, novellista e drammaturgo, nato in Algeria da un medico militare..
La Chanson de Marie-des-Anges
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Cuore di mamma
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Y avait un'fois un pauv'gas, Et lon la laire, Et lon lan la, Y avait un'fois un pauv'gas, Qu'aimait
cell'qui n'l'aimait pas.
Elle lui dit : Apport'moi d'main Et lon la laire, Et lon lan la, Elle lui dit : Apport'moi d'main L'cœur de ta mèr'
pour mon chien.
Va chez sa mère et la tue Et lon la laire, Et lon lan la, Va chez sa mère et la tue, Lui prit l'cœur et s'en courut.
Comme il courait, il
tomba, Et lon la laire, Et lon lan la, Comme il courait, il tomba, Et par terre l'cœur roula.
Et pendant que l'cœur roulait, Et lon la laire, Et lon lan la, Et
pendant que l'cœur roulait, Entendit l'cœur qui parlait.
Et l'cœur lui dit en pleurant, Et lon la laire, Et lon lan la, Et l'cœur lui dit en pleurant
: T'es-tu fait mal mon enfant ?
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C'era una volta un povero idiota molto molto tempo fa molto molto tempo fa c'era una volta un povero idiota che amava una ragazza che non lo
ricambiava
Lei gli disse: "portami domani era molto molto tempo fa era molto molto tempo fa Lei gli disse: "portami domani il cuore di tua madre
per il mio cane".
Lui andò da sua madre e l'ammazzò, molto, molto, molto tempo fa; molto, molto, molto tempo fa; lui andò da sua madre e l'ammazzò, e le strappò il cuore, e
corse indietro
Mentre lo portava inciampò e cadde, molto, molto, molto tempo fa, molto, molto, molto tempo fa, mentre lo portava inciampò e cadde e il cuore rotolò in
terra.
E mentre il cuore rotolava, molto, molto, molto tempo fa, molto, molto, molto tempo fa; e mentre il cuore rotolava si udì il cuore che parlava,
il cuore gli disse piangendo, molto, molto, molto tempo fa, molto, molto, molto tempo fa: il cuore gli disse
piangendo, "Ti sei fatto male, figlio mio?"
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Geordie:
Per molto tempo si sono perse le traccie di Maureen Rix. Incuriositi dalla sua
partecipazione all'incisione di Geordie, il popolo della rete ha lungamente cercato tracce di lei, senza trovarne alcune. Ricordo che la ricerca si spinse fino in America.
Poi, nel 2004, eccola comparire in Via del campo, a trovare Gianni Tassio ed il suo
museo. Rimase talmente colpita dell'accoglienza che poco dopo fece pervenire una lettera ed una foto. Eccole.
Lettera di Maureen Rix a Gianni Tassio: Genova, Via del campo, Venerdì 4 giugno 2004
Sono la Maureen di "Geordie".
Dopo tanti anni lontana da Genova sono tornata qui per un pò di giorni e sono andata,
accompagnata da mio figlio, nel negozio di Gianni che mi ha accolto con grande entusiasmo ed abbiamo parlato a lungo del grande Fabrizio.
Io l'ho conosciuto nei giorni che lavoravo per suo padre in all'Istituto Pareto Ligure in Sampierdarena.
Qualche volta gli davo un passaggio a casa perché non guidava la macchina.
Una volta mi disse "ho perso la patente perché ho investito due carabinieri a cavallo in uniforme". Così era Fabrizio a 22 anni.
Avevamo in comune un amore per la musica folkloristica e da questo interesse in comune è venuta fuori Geordie.
Saluti a te Fabrizio.
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