Errata corrige

In questa pagine vengono raccolte le correzioni agli errori, sviste e imprecisazioni che sono sfuggite all'autore. Ringrazio anticipatamente chiunque vorrà mandarmi segnalazioni.

Tutte le correzioni evidenziate da un titolo in blu (e qualcos'altro) sono state raccolte in un pdf, che potete scaricare qui.
Quelle più nuove sono evidenziate da un titolo rosso.

p. 14, E fu la notte: "ma non è chiaro se si tratti proprio della canzone che cantava Fabrizio De André" diventa "secondo ricerche incrociate si tratterebbe proprio della canzone che cantava Fabrizio De André" (grazie a Vito Vita, l'"anonimo" estensore della voce di wikipedia)

p. 32, La città vecchia - "Nei primi 45 giri la canzone è accreditata a Elio Monti e Fabrizio De André": invece di Elio Monti trattasi di Elvio Monti (grazie a Vito Vita)

p. 51, Spiritual - 'Dio dei cielo, se..." invece del più corretto 'Dio del cielo, se...' (grazie a Claudio Sassi)

p. 58, Bocca di rosa - "Il testo della canzone subì due varianti"... "Spesso gli sbirri e i carabinieri"...
I due versi relativi ai carabinieri vanno invertiti. La storia completa (spero), è la seguente:
1) la prima versione conteneva i versi "il cuore tenere non è¨ una dote di  cui sian colmi i carabinieri...". LP con copertina marrone e 45 giri  (BB3187 e PA/NP 3187)
2) la frase venne subito cambiata in "spesso  gli sbirri e i carabinieri al loro dovere vengono meno...", Questa  versione è in tutti gli LP successivi (compreso l'ultimo con il vinile  rosso) ed in tutti i CD che ho avuto modo di verificare (6-7). Anche la  raccolta "blu" contiene questa versione.
3) L'articolo del Corriere  della sera del 16/10/1997 a cui mi riferisco (indirettamente) nel libro, parla di un tour. E' dal vivo che De André ha sempre "ricantato" la  prima versione, una specie di censura all'indietro: prima è leggero, poi cattivo e poi torna leggero su "gentile richiesta"  (dal forum)

La citazione: "Si sa che le donne..." non è tratta da un aforisma di Wilde (come dice De Angelis), ma di La Rochefoucauld: "Les vieillards aiment à donner de bons préceptes, pour se consoler de n'être plus en état de donner de mauvais exemples" (grazie ad Andrea Podestà)

p. 68, Secondo intermezzo, la forzata compressione del testo può ingenerare il pensiero che la frase citata appartenga a "La leggenda di Natale" invece che dell'intermezzo.  Non è così.
De André, nell'articolo a cui mi riferisco, pubblicato sulla rivista Sogno del 12 gennaio 1969, nello specifico dice: "Col terzo intermezzo  giustifico Babbo Natale, come si giustifica una qualsiasi vecchio che  tenta di aggrapparsi alla vita..." ecc.

p. 243, A pittima: citando De André senza pensarci ho fatto un errore... la pittima non si occupa dei debiti dei CREDITORI involventi ma, ovviamente, dei dediti dei DEBITORI insolventi!!  (grazie ad Antimo D'errico per la segnalazione)

p. 261, fotogramma del vidoclip "Domenica delle salme", "l'unico cui partecipò" diventa "l'unico cui partecipò come protagonista". In effetti c'è una PDVD_001_2presenza di De André anche nel vidoclip "Megu megun", girato sempre da Salvatores. Lì Fabrizio De André non è "protagonista" (lo è Bisio) ma compare in un piccolo cammeo mentre gioca a domino con Mauro Pagani.

 

 

p. 250 e p. 313 ho citato e ringraziato Giuseppe Bronzino... ma il suo nome è invece Giovanni Bronzino!

 

p. 253, riferimento al pirata Bellamy. Peter Bellamy è errato. Si chiamava Samuel Bellamy, come indicato nei dischi. Inoltre va sottolineato che era un pirata, molto più identificabile con De André che non un corsaro. Il corsaro colpisce in nome di un sovrano...  (grazie a Ronal Perono Querio)

 

pag 303 dove è  scritto "la neve dell' ammiraglio" in luogo di "la nave dell'ammiraglio",come è scritto invece correttamente a pag 304. (grazie ad Alberto Rossetti)

p. 314, Indice delle canzoni, Amore che vieni, amore che vai, Volume 43 diventa Volume 3